Trasmette un senso di angoscia, e quasi di claustrofobia per quanto è stretta e povera di opportunità, la situazione di quell'uomo malato sul bordo della piscina di Betzatà. Essendosi abituato a paragonarsi e a trovarsi sempre perdente, quando Gesù gli chiede se vuole guarire, quell'uomo non osa nemmeno esprimere il proprio desiderio. È come se quel desiderio, lungamente espresso e forse urlato al cielo, si fosse atrofizzato assieme ai muscoli di un corpo che non ha mai obbedito all'anima. Invece di paragonarsi con il proprio desiderio, quell'uomo si paragona con gli altri, i più fortunati, i più capaci. È lì che la decisiva attenzione e lo sguardo di Gesù lo guariscono, rimettono il suo spirito in cammino. Quante volte ci troviamo come questo uomo malato, paralizzati interiormente sui bordi delle opportunità e delle situazioni, pensando di essere solo casi disperati, numeri in una fila infinita. Oggi fermiamoci davanti al passaggio di Cristo con la sua parola, con il suo sguardo che scruta le nostre disfatte. «Vuoi guarire?», ci chiede. Nel rispondere, non paragoniamoci con le nostre atrofie, ma con la sovrabbondanza del suo amore.
Gv 5,1-3a.5-16
Dopo questi fatti, ricorreva una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. A Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, vi è una piscina, chiamata in ebraico Betzatà, con cinque portici, sotto i quali giaceva un grande numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici. Si trovava lì un uomo che da trentotto anni era malato. Gesù, vedendolo giacere e sapendo che da molto tempo era così, gli disse: «Vuoi guarire?». Gli rispose il malato: «Signore, non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l'acqua si agita. Mentre infatti sto per andarvi, un altro scende prima di me». Gesù gli disse: «Àlzati, prendi la tua barella e cammina». E all'istante quell'uomo guarì: prese la sua barella e cominciò a camminare. Quel giorno però era un sabato. Dissero dunque i Giudei all'uomo che era stato guarito: «È sabato e non ti è lecito portare la tua barella». Ma egli rispose loro: «Colui che mi ha guarito mi ha detto: «Prendi la tua barella e cammina»». Gli domandarono allora: «Chi è l'uomo che ti ha detto: «Prendi e cammina»?». Ma colui che era stato guarito non sapeva chi fosse; Gesù infatti si era allontanato perché vi era folla in quel luogo. Poco dopo Gesù lo trovò nel tempio e gli disse: «Ecco: sei guarito! Non peccare più, perché non ti accada qualcosa di peggio». Quell'uomo se ne andò e riferì ai Giudei che era stato Gesù a guarirlo. Per questo i Giudei perseguitavano Gesù, perché faceva tali cose di sabato.

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Robert Cheaib

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