È difficile prevedere il futuro? Sì, certo, ma ancora più difficile è vedere il presente. Ricercando una ipotetica vita a proprio piacimento, spesso e volentieri si vive male la vita presente. Attendendo segni come uno si è prefissato a priori nella mente, la persona non legge i segnali del proprio presente. Inventare scuse per non impegnarsi nel dovere fondamentale: quello di vivere la grazia del presente. Così scopriamo che l'espressione parabolica che Gesù utilizza - «Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non vi siete battuti il petto!» - non è poi così lontana da noi. Non si può vivere di rinvii, di rimandi o di attesa inoperosa. L'avvento è cogliere l'Adveniente - Gesù - nel proprio oggi. Quest'oggi può non essere il tempo ideale, anzi, raramente lo è. Ma è l'unico tempo reale.


Mt 11,16-19

A chi posso paragonare questa generazione? È simile a bambini che stanno seduti in piazza e, rivolti ai compagni, gridano: «Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato,abbiamo cantato un lamento e non vi siete battuti il petto!». È venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e dicono: «È indemoniato». È venuto il Figlio dell'uomo, che mangia e beve, e dicono: «Ecco, è un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori». Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie».
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Robert Cheaib

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