«A quanti lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio». Nel meditare il mistero di Dio che si fa carne; nel sostare davanti alla grotta amando questo piccolo bambino, soffermiamoci a contemplare anche  la nostra chiamata: Dio si è fatto uomo affinché l'uomo diventasse Dio; Dio si è fatto così piccolo per mostrarci la via della vera grandezza. Il cammino della nostra santità inizia con l'essere davvero umani. Non parlo di un vago e autoreferenziale umanesimo che ha mostrato la sua vacuità, parlo dell'essere umani a immagine di Cristo. Ormai la via dell'uomo è visibile perché il Verbo si è fatto carne. San Girolamo diceva: «L'ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo». Aggiungerei a questa espressione vera: l'ignoranza di Cristo è ignoranza dell'uomo. Con questo Natale prendiamoci il proposito di contemplare assiduamente Cristo, le sue gesta, le sue parole, per aiutarlo a plasmare la nostra umanità perché - diciamolo - per Dio è più facile diventare uomo che farci diventare umani, divinamente umani.

Gv 1,1-18

In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l'hanno vinta. Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce. Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria,gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità. Giovanni gli dà testimonianza e proclama: «Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me è avanti a me,perché era prima di me». Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto:grazia su grazia. Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato.
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Robert Cheaib

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