Insegna il Salmo 138 che Dio guarda verso l’umile, mentre il superbo lo riconosce da lontano. Per questo l'umile può conoscere meglio Dio, perché si fa prossimo a un tratto essenziale in Lui, un tratto che si è manifestato senza mezzi termini in Cristo. Un teologo del XVII secolo, Jacques Bossuet, scrisse sul rapporto tra umiltà e conoscenza di Dio: «Molti si meravigliano perché sembra che Dio si sia nascosto e si chiedono perché. La risposta è semplice: l'umiltà è sparita e Dio si trova a disagio in un mondo pieno di orgogliosi. Anche se Dio parlasse, nessuno riuscirebbe a sentire la sua voce: l'orgoglioso non può sentire la voce di Dio». L'intercessione del poverello di Assisi ci segni con il sigillo dell' umiltà e della povertà nello Spirito.

Mt 11,25-30

In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
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Robert Cheaib

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