«Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore». Due cose stupende sono racchiuse in queste poche parole. La prima è che Dio si rivela ai piccoli e nei piccoli. I pastori erano persone semplici e umili, generalmente senza particolare istruzione. Eppure sono loro gli “angeli incarnati” che il Signore sceglie per proseguire l'annuncio della gloria iniziato dagli angeli. La seconda è l'umiltà e la docilità di Maria. Colei che ha portato e partorito il suo Signore, non si è messa sul piedistallo, non ha raggiunto la sazietà dell'ascolto, ma è rimasta attenta, umile, in ascolto di ogni riverbero della voce dell'Amato nella storia. L'umiltà degli ambasciatori, l'umiltà dell'ascolto sono coronati dall'umiltà di Dio stesso: «Il bambino adagiato nella mangiatoia». La gloria di Dio splende nell'umiltà, si rivela negli umili e per gli umili.

Lc 2,16-21

Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro. Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall'angelo prima che fosse concepito nel grembo.
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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