«Il regno dei cieli subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono». È uno di quei versetti enigmatici che ti fanno venire il desiderio di avere Gesù di fronte per chiedergli: “Ma Signore, cosa hai voluto dire con questa frase?”. Il fatto che il versetto venga associato a Giovanni il Battista, ci rende la comprensione un po' più facile. Il Bautista è un uomo che ha dedicato la vita all'annuncio dell'avvicinarsi del regno di Dio. Proprio l'annunciare il regno di Dio e le sue esigenze ha portato Giovanni verso  il martirio. Giovanni, araldo del regno, subisce la violenza. Ma allo stesso tempo, Giovanni è uno di quei violenti che si impadroniscono del regno. In che senso? Giovanni non usa violenza verso gli altri, ma usa una sana violenza verso se stesso, la violenza dell'ascesi, del riconoscere e dell'annunciare il primato di Dio, dell'accettare di diminuire affinché Egli cresca.

Mt 11,11-15

In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui. Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono. Tutti i Profeti e la Legge infatti hanno profetato fino a Giovanni. E, se volete comprendere, è lui quell'Elia che deve venire. Chi ha orecchi, ascolti!

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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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