Mi fece riflettere molto un'espressione che credo sia di Madre Teresa e che diceva che bisogna vivere ma vita come se nel mondo ci fossero solo due persone: io e Dio. In che senso bisogna intendere questo invito? Nel senso di non badare agli altri? Niente affatto. Va intesa nel senso che tutto quello che viviamo è facciamo, viviamolo al cospetto di Dio. Vissuti così, gli atti di generosità, di bontà, di attenzione verso gli altri, non saranno più carichi della comprensibile pretesa umana di essere ricambiati. Guardata nell'ottica di Dio, ogni iniziativa nostra diventa una semplice e grata restituzione. Poiché Dio ci ha amati per primo.

Lc 14,12-14

Disse poi a colui che l'aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch'essi e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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