Che domande sono, Gesù? Che cosa vorrebbe da te un cieco, se non riuscire a vedere? Eppure Gesù lo chiede. Gesù lo chiede non per sapere il bisogno del cieco di Gerico, ma per permettere all'uomo di sostare davanti alla sua situazione, davanti al suo bisogno di Dio. La cecità è un male brutto, ma essere ciechi ai propri moti interiori è ancora peggio. Rientrare in sé stessi è una condizione necessaria affinché la vita spirituale non sia giocare a mosca cieca, ma un vedere Dio nel cuore in questa vita, nella speranza di vederlo faccia a faccia nella vita nuova.

Lc 18,35-43

Mentre si avvicinava a Gerico, un cieco era seduto lungo la strada a mendicare. Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse. Gli annunciarono: «Passa Gesù, il Nazareno!». Allora gridò dicendo: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!». Quelli che camminavano avanti lo rimproveravano perché tacesse; ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù allora si fermò e ordinò che lo conducessero da lui. Quando fu vicino, gli domandò: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». Egli rispose: «Signore, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato». Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo glorificando Dio. E tutto il popolo, vedendo, diede lode a Dio.

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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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