Il paragone del lievito utilizzato per esemplificare il regno di Dio è molto suggestivo. Il lievito, infatti, non fa altro che rendere più abbondante la natura stessa della farina. È questo ciò che fa la grazia di Dio e la presenza del suo regno nel nostro vissuto. Quando permettiamo alla grazia di Dio di fermentare i nostri doni, accade qualcosa di inimitabile: fiorisce la nostra vocazione umana e dona i suoi frutti unici. La nostra piccolezza diventa una casa, un rifugio, proprio come il seme di senape che diventa un grande arbusto in cui si rifugiano gli uccelli del cielo. Ascoltiamo nella nostra storia questa discreta presenza del regno. Ascoltiamo ed accogliamo dicendo il nostro sì. Sì, Signore, voglio che il tuo regno cresca in me e mi faccia crescere in te.

Lc 13,18-21

Diceva dunque: «A che cosa è simile il regno di Dio, e a che cosa lo posso paragonare? È simile a un granello di senape, che un uomo prese e gettò nel suo giardino; crebbe, divenne un albero e gli uccelli del cielo vennero a fare il nido fra i suoi rami». E disse ancora: «A che cosa posso paragonare il regno di Dio? È simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».

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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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