Cambiare e trasformare non sono sinonimi quando si tratta di conversione e di incontro con Dio. I figli di Zebedeo puntavano a cambiare ciò che non era conferme al progetto di Cristo  e volevano farlo stravolgendo e sradicando chi contrastava l'opera di Gesù. Il Signore, invece, vuole trasformare. Trasformare è un'opera che attraversa il cuore e la libertà e li rinnova dal di dentro. Per cambiare basta che ti imponi. Per trasformare non devi importi ma proporre il bene, irradiare la Sua luce e chi è figlio della Luce vedrà e ascolterà. È costoso, ma è il prezzo della risposta libera, l'unica che il vangelo merita.

Lc 9,51-56

Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, egli prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l'ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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