Ci sono momenti in cui il Signore si fa sentire in modo particolare. E ci sono alcune caratteristiche che ci permettono di discernere la sua presenza. Questo vangelo ce ne presenta tre. La prima è un senso di abbondanza, una percezione chiara della mano della provvidenza: «Al tuo passaggio stilla l'abbondanza». La seconda è una cognizione vera della nostra piccolezza, del nostro peccato e una coscienza chiara che senza di lui non possiamo fare niente di veramente grande. La terza caratteristica, la più importante, è un segno di dignità che solo il suo sguardo e la sua parola interiore possono infondere nella nostra anima. La sua parola non solo ci riconosce, ma ci permette di conoscere aspirazioni che non sapevamo di avere e che, forse per una vita intera, abbiamo ridimensionato e accantonato... Passa Signore nella vita di noi che siamo alle rive di questo giorno. Guarda le nostre fatiche vane. Con la tua Parola dona ispirazione, fecondità e pienezza alle nostre aspirazioni, soprattutto quelle che tacciamo anche a noi stessi.

Lc 5,1-11

Mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca. Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell'altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare. Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d'ora in poi sarai pescatore di uomini». E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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