Tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare. La parabola narrata da Gesù sui due fratelli invitati dal padre a lavorare nei campi, mostra un contrasto comportamentale, per niente non legato alla razza o allo status sociale (come vorrebbero gli avversari di Gesù). Anzi, i due della parabola sono fratelli, figli dello stesso padre. Il contrasto quindi è tra chi si interroga sulle proprie scelte e chi no. Questo vangelo parla a chi crede di avere ormai una certa expertise nelle cose di Dio invitandolo a non arroccarsi nelle proprie certezze passate e parla a chi arranca nel suo sì. Ecco, a me e a te qui c'è un vangelo, una buona notizia da Dio: «Se il malvagio si converte dalla sua malvagità che ha commesso e compie ciò che è retto e giusto, egli fa vivere se stesso» (prima lettura)

Mt 21,28-32

«Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: «Figlio, oggi va' a lavorare nella vigna». Ed egli rispose: «Non ne ho voglia». Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: «Sì, signore». Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli.
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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