La mano inaridita suscita la compassione di Cristo, i cuori inariditi suscitano la sua ira. Le nostre debolezze lo attirano come le vallate l'acqua. La nostra durezza di cuore ci rende impermeabili a lui, perché Cristo non viola un cuore volontariamente chiuso. Questa scena evangelica è un invito a scrutare il nostro cuore e vedere se ci sono zone chiuse al bene nostro e altrui. Nelle tue debolezze può manifestarsi la potenza di Cristo. Nella tua chiusura, si manifesta solo la tua triste solitudine.

Lc 6,6-11

Un altro sabato egli entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. C'era là un uomo che aveva la mano destra paralizzata. Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato, per trovare di che accusarlo. Ma Gesù conosceva i loro pensieri e disse all'uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati e mettiti qui in mezzo!». Si alzò e si mise in mezzo. Poi Gesù disse loro: «Domando a voi: in giorno di sabato, è lecito fare del bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?». E guardandoli tutti intorno, disse all'uomo: «Tendi la tua mano!». Egli lo fece e la sua mano fu guarita. Ma essi, fuori di sé dalla collera, si misero a discutere tra loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù.

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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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