Nella tradizione ebraica, i sepolcri venivano imbiancati per renderli chiaramente visibili, affinché chi passa accanto eviti di contaminarsi. Il contrasto è interessante. Il bianco, simbolo di purezza e di luce, veniva usato per segnalare una realtà che è ritualmente impura e oscura. Gesù usa questo contrasto per parlare di chi è ipocrita. Ma bisogna tenere a mente che l'ipocrisia per lui vada al di là del mostrare apparenza di santità ed essere dissoluti dentro. Scribi e farisei erano spesso sinceri osservanti della Torah. L'ipocrisia per Gesù è più sottile: è non cogliere la gerarchia dei valori, dove l'amore e la misericordia verso il misero valgono più di un precetto. Riassume bene il biblista Giuseppe Barbaglio il senso di questo passo scrivendo: «In una vita senza amore la pretesa fedeltà alle esigenze di Dio è fittizia ed inesistente».

Mt 23,27-32

Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che assomigliate a sepolcri imbiancati: all'esterno appaiono belli, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni marciume. Così anche voi: all'esterno apparite giusti davanti alla gente, ma dentro siete pieni di ipocrisia e di iniquità. Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che costruite le tombe dei profeti e adornate i sepolcri dei giusti, e dite: «Se fossimo vissuti al tempo dei nostri padri, non saremmo stati loro complici nel versare il sangue dei profeti». Così testimoniate, contro voi stessi, di essere figli di chi uccise i profeti. Ebbene, voi colmate la misura dei vostri padri.

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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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