La nostra coscienza è come un Giovanni il Battista. Il beato John Henry Newman diceva che la coscienza è «il vicario di Cristo» in noi. Ma in noi c'è anche una specie di Erode che ama sentir parlare delle cose di Dio, si incanta ed esclama "che bello!"... ma poi va avanti con lo stesso trasporto ad ammirare la danza dei suoi idoli. Non ci vuole una spada per decapitare la nostra coscienza, basta trascurarla! A lungo andare ci abituamo così tanto a questa voce di sottofondo, tanto da non percepirla più. Oggi fermati! onora la verità! onora veramente Giovanni il Battista! Chiediti: qual è l'Erodiade con cui convivo illecitamente? ovvero qual è la situazione che mi toglie la libertà dei figli di Dio e pian piano spegne la mia coscienza spegnendo la mia gioia? Bada che non sempre è una cosa stratosferica. Può essere una leggera dipendenza dai social o “un'amicizia” che proprio amicizia non è; può essere una scelta che sai nel tuo cuore che è ora di farla ma la sfinisce rimandandola a domani... Non decapitare la tua coscienza, è il precursore di Cristo in te.

Mc 6,17-29

Proprio Erode, infatti, aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, perché l'aveva sposata. Giovanni infatti diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello». Per questo Erodìade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell'ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri. Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell'esercito e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». Ella uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: «Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto. E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigione e ne portò la testa su un vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro.
Vuoi seguirci sul tuo smartphone? Puoi ricevere tutti gli articoli sul canale briciole
Condividi:

Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

Per il CV clicca qui


Posta un commento: