«Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a me». Leggere bene questa parola non significa soltanto sapere che ai tempi di Gesù i bimbi erano marginali e che il Signore era rivoluzionario in questa sua accoglienza. Leggere bene questa parola è leggersi dentro di essa. È riconoscere che dentro di noi c'è spesso un bambino che è lasciato al margine dell'esperienza di fede perché “mi credo ormai avanzato nella fede e certe confidenze, certi atteggiamenti sono da novizi, non da me”. «Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a me»: vieni spontaneamente davanti al Signore, rimuovi i filtri, deponi le maschere , scruta il cuore con i suoi dolori e con le sue gioie, con le sue speranze e con le sue paure, con le amicizie spezzate e l'amore nascente, con il lavoro che pesa e con i successi da festeggiare... Vieni, versa il cuore senza formalismi davanti al Signore. «Confida sempre in lui, davanti a lui effondi il tuo cuore, nostro rifugio è Dio».

Mt 19,13-15

Allora gli furono portati dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli li rimproverarono. Gesù però disse: «Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a me; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno dei cieli». E, dopo avere imposto loro le mani, andò via di là.

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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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