«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli». Queste parole del vangelo di oggi acquisiscono un senso tutto speciale alla luce della prima lettura che narra l’episodio del roveto ardente. Anche chi è anziano può essere “piccolo” se conserva la meraviglia, occhi che cambiano e si rinnovano e senso del presente. Il buon vecchio Chesterton diceva che il mondo non finirà per mancanza di meraviglie, ma per mancanza di meraviglia… nondimeno, onde evitare una riduzione del vangelo a un frizzante estetismo, il Signore conclude la sua esultazione con parole nette: «Nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo». Nel nostro guardare le meraviglie, il vangelo ci ricorda di continuo la meraviglia del Figlio che si fa nostro compagna nel pellegrinaggio verso il Padre.
Mt 11,25-27
In quel tempo, Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza.

Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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