Credo che la situazione dei semi tra i rovi sia la più insidiosa. Nei primi due casi, infatti, il fallimento della semina si vede subito. Nel caso in questione, invece, il fallimento della semina si manifesta lentamente e tardivamente, quando uno pensa che ormai i frutti sono alla porta. È in questo arco di tempo che si innesta l'illusione di essere a posto. Nel cammino della fede, ogni punto di arrivo è un punto di partenza. Non basta seminare, bisogna vigilare sul seminato. La fede è viva se vive di nuovi inizi, di vigilanza e di un cuore che non soffoca la fecondità del Primo Amore.

#pregolaParola
Mt 13,18-23

Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l'accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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