«Chiamati a sé». In quel pros della chiamata c’è tutto. C’è l’invito alla prossimità, alla familiarità e questo è già l’anticipo del Regno. La chiamata non è primariamente a un fare, neppure a un essere semplicemente, ma a un essere-con. Il senso della tua navigazione è con Chi la fai. E lui ti chiama per nome, ti dà un nome nuovo, una missione e un’identità nuove. Non diventi altro, ma diventi realmente te stesso, ti real-izzi. Non è questo il germe del Regno? Non è questo il segno che il Regno è vicino?
Mt 10,1-7
In quel tempo, chiamati a sé i suoi dodici discepoli, Gesù diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.
I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì.

Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino».
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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