«Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi, e non al mondo?». L’apostolo chiede a Gesù una domanda attuale che possiamo tradurre così: perché alcune persone percepiscono Dio e altre no? Percepire è qualcosa di più del sentire. Si avvicina al concepire. La risposta di Gesù allarga l’orizzonte verso l’azione. Chi ama, ovvero chi fa secondo Dio, percepisce Dio. Agire con amore sincero è come munirsi di antenne ricettivo che captano il segnale di Dio che pervade l’universo. È un po’ come la rete telefonica: è presente, ma la capta con frutto solo il dispositivo atto alla ricezione. Se ci manca questo “magnetismo ricettivo”, è opportuno chiedere il Paraclito, l’Amore del Padre e del Figlio, egli ci può insegnare ogni cosa. Ci può insegnare ad amare realmente.
Gv 14,21-26
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».
Gli disse Giuda, non l’Iscariòta: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi, e non al mondo?».
Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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