Che senso ha l’ascensione di Cristo sapendo che non è un semplice salire al piano di sopra? L’ascensione ci dice che Cristo è con noi fino alla fine dei tempi, ma noi possiamo stare con lui se il nostro cuore, la chiave interpretativa della nostra esistenza e la nostra speranza è pretesa verso dove è Cristo ora. Questo non è lirismo. È il punto su cui si regge o crolla la fede cristiana perché, sì, per certi aspetti la fede cristiana può essere una bella filosofia di vita che puoi adottare a prescindere dalla fede retta in Cristo. Ma ci sono aspetti che puoi riconoscere e nelle quali puoi riconoscerti soltanto se fai l’atto di fede, se riconosci che la spiegazione di questa vita non si esaurisce in questa vita. Tante cose della nostra esistenza – soprattutto le contraddizioni, le sofferenze e le ingiustizie subite – rimarranno un interrogativo che non troverà risposta finché non si accoglie la prospettiva di Cristo che ora siede alla destra del Padre.
Mt 28,16-20
In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.

Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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