È commovente la rappresentanza che Cristo ci dona. Ci dice, infatti, che chi ascolta e accoglie noi ascolta e accoglie lui, e chi ascolta e accoglie lui ascolta e accoglie il Padre. Paolo insegnerà che noi siamo ambasciatori di Cristo e come se Dio predicasse per mezzo delle nostre lingue. Questo però non è un fatto automatico. Si diventa ambasciatori di Dio se si ha la cittadinanza nel suo cuore, se si è impregnati della sua parola e dei suoi sentimenti. Ti prego, mio Signore, fa' dimorare la tua parola in me e fammi dimorare nella tua parola.
Gv 13,16-20
[Dopo che ebbe lavato i piedi ai discepoli, Gesù] disse loro:
«In verità, in verità io vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in pratica.
Non parlo di tutti voi; io conosco quelli che ho scelto; ma deve compiersi la Scrittura: “Colui che mangia il mio pane ha alzato contro di me il suo calcagno”. Ve lo dico fin d’ora, prima che accada, perché, quando sarà avvenuto, crediate che Io sono.
In verità, in verità io vi dico: chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato».
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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