Risorto al mattino, il primo giorno dopo il sabato, Gesù apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva scacciato sette demòni. Questa andò ad annunciarlo a quanti erano stati con lui ed erano in lutto e in pianto. Ma essi, udito che era vivo e che era stato visto da lei, non credettero.
Dopo questo, apparve sotto altro aspetto a due di loro, mentre erano in cammino verso la campagna. Anch’essi ritornarono ad annunciarlo agli altri; ma non credettero neppure a loro.
Alla fine apparve anche agli Undici, mentre erano a tavola, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risorto. E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura».
Mc 16,9-15
«Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura». Nella prassi di diversi cristiani vedo una specie di sopravvento della carità sulla verità. Vedo che hanno rinunciato all’annuncio di Gesù Cristo perché tanto Dio è buono e salva tutti e l’importante è che le persone siano in pace e armonia. Credo che qui ci sia un punto non ben focalizzato: la conoscenza di Cristo non è tanto finalizzata all’utile quanto al gratuito. Ci interessa conoscere e fare conoscere Cristo per un senso di gratuità e di gratitudine. E che amore sarebbe il nostro verso gli altri se non parliamo a loro dell’Amore? Annunciamo Cristo perché «non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato».
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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