In quel tempo, vennero i farisei e si misero a discutere con Gesù, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova.
Ma egli sospirò profondamente e disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità io vi dico: a questa generazione non sarà dato alcun segno».
Li lasciò, risalì sulla barca e partì per l’altra riva.
Gen 4,1-15.25   Sal 49   Mc 8,11-13

Ci sono relazioni pressoché impossibili perché una delle due persone è sempre alla ricerca di segni e prove d’amore che sono perennemente al di là di quello che l’altro offre e mostra. Siccome non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere, l’amore sperata rimane disperatamente invisibile per quanto possa spendere. La stessa dinamica malata potrebbe instaurarsi nella vita di fede, quando si inizia a posticipare il sì a Dio in attesa di un altro segno, un’ulteriore evidenza, dimenticando che il segno più incarnato di Dio nella vita di ognuno è la vita stessa, fatta di scelte e di salti, non nel buio, ma nel “domani” e nell'alba di Dio.

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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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