In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare.
Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero.
Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.
Eb 13,15-17.20-21   Sal 22   Mc 6,30-34

Hai presente quei momenti in cui decidi di ritagliarti del tempo per ricaricarti, magari con una buona lettura o una giornata di ritiro e di preghiera? E hai presente quelle situazioni che sopraggiungono e che non sono scuse accampate, ma situazioni reali, tipo un amico che sta male, un figlio che si ammala, ecc.? Il vangelo di oggi mostra proprio una situazione simile. Il Signore ritira i discepoli dall'attività per non farli cadere nell'attivismo. Un pericolo sempre in agguato, anche nelle azioni buone. Ma contemporaneamente non fa del riposo una scusa per sfuggire a ciò che contraddistingue Dio, ovvero la commozione viscerale, la compassione. Morale della storia: il riposo è sacro, ma non è un idolo. L'amore ha il primato e... beato chi riposa amando.
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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