In quei giorni, poiché vi era di nuovo molta folla e non avevano da mangiare, Gesù chiamò a sé i discepoli e disse loro: «Sento compassione per la folla; ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Se li rimando digiuni alle loro case, verranno meno lungo il cammino; e alcuni di loro sono venuti da lontano».
Gli risposero i suoi discepoli: «Come riuscire a sfamarli di pane qui, in un deserto?». Domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette».
Ordinò alla folla di sedersi per terra. Prese i sette pani, rese grazie, li spezzò e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero; ed essi li distribuirono alla folla. Avevano anche pochi pesciolini; recitò la benedizione su di essi e fece distribuire anche quelli.
Mangiarono a sazietà e portarono via i pezzi avanzati: sette sporte. Erano circa quattromila. E li congedò.
Poi salì sulla barca con i suoi discepoli e subito andò dalle parti di Dalmanutà.
Gen 3,9-24   Sal 89   Mc 8,1-10
«Sento compassione per la folla; ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare». Solitamente questo vangelo mi porta a pensare alla compassione di Cristo. Questa volta però mi hanno soffermato il fatto che la folla stava con Gesù da tre giorni senza pensare al mangiare. Con quale passione comunicava Gesù? Quanta passione suscitava? Quale grazia fluiva dalla bocca del Maestro da incantare le persone per tre giorni... Un incanto che le portava oltre i bisogni verso il Desiderio. Donaci, Signore, di avere la tua passione nell'ascoltarti e nell'annunciarti. Donaci di saziare la vera fame e la vera sete del mondo.
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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