In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.
Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.
Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.
Nm 6, 22-27   Sal 66   Gal 4,4-7   Lc 2,16-21
Il primo quadro che la liturgia ci mette dinanzi per iniziare l'anno civile è quello delle persone semplici che trovano il Salvatore, non nel chiasso o nelle cose pompose, ma nella semplicità di una famiglia, nella straordinaria ordinarietà di una giovane donna che ha detto un sì totale a Dio, nella vera forza di un uomo che manifesta il suo coraggio non nelle spavalderie, ma nel fare spazio alla novità di Dio nella sua vita e nel Dio che si fa bambino, volto storico che ci invita ad amare la vita è a serbare il quotidiano per cogliervi le sembianze dell'Eterno e di pronunciare su tutto ciò la benedizione:
«Ti benedica il Signore
e ti custodisca.
Il Signore faccia risplendere per te il suo volto
e ti faccia grazia.
Il Signore rivolga a te il suo volto
e ti conceda pace».
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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