beatitudes, beatitudini


In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».
Sof 2,3; 3,12-13   Sal 145   1Cor 1,26-31   Mt 5,1-12

Il vangelo delle beatitudini si commenta da solo: è la rivoluzione di Gesù. È l’autoritratto di Dio che si manifesta nel volto del giovane predicatore di Nazareth. Questo vangelo non ha bisogno di interpretazioni, quanto di interpreti. È un invito, ogni volta che lo incontriamo a chiederci: qual è la beatitudine che mi permette di interpretare e di ripresentare Cristo nella mia storia oggi… ora. Per me questa volta è: beati i miti perché erediteranno la terra.

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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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