In quel tempo, i discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Vennero da Gesù e gli dissero: «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».
Gesù disse loro: «Possono forse digiunare gli invitati a nozze, quando lo sposo è con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare. Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora, in quel giorno, digiuneranno.
Nessuno cuce un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo porta via qualcosa alla stoffa vecchia e lo strappo diventa peggiore. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri, e si perdono vino e otri. Ma vino nuovo in otri nuovi!».
Eb 5,1-10   Sal 109   Mc 2,18-22

Rispettare un codice comportamentale è una garanzia in tante situazioni e solitamente si vive meglio seguendo una regola che disciplina la vita. Nei rapporti personali e nel rapporto personale per eccellenza che è il rapporto con Dio questo tipo di impostazione potrebbe avere un risvolto negativo consistente in una riduzione della relazione a certe realizzazioni. Dio non è più incontrato, ma accontentato. Non è più una persona da incontrare, ma un badge da timbrare o un record da mantenere. Gesù non è contrario al digiuno, è contrario al formalismo che intralcia la necessaria continua trasformazione. Non è contrario al sacro, è contrario a ciò che oscura il Santissimo.

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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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