In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».
Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».
Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.
Ap 14,14-19   Sal 95   Lc 21,5-11

A chi si lascia incantare dalle pietre dei templi, Gesù ricorda che sono pietra. Il suo parlare della fine dei templi, però, non lo connette strettamente alla fine dei tempi. Il suo interesse di fondo è quello di risvegliare l'attenzione all'importanza del tempo donatoci per convertirci, per entrare nel tempo di Dio che è l'eternità. Il suo obiettivo è risvegliarci alla grande realtà: noi siamo il tempio del Dio vivente. Noi siamo le pietre vive che costituiscono il tempio e il corpo di Cristo. Questo è un grande motivo di meraviglia. Questo tempio va custodito vivo e con le pietre unite.

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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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