In quel tempo, Gesù disse:
«Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, strìngiti le vesti ai fianchi e sérvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti?
Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».
Tt 2,1-8.11-14   Sal 36   Lc 17,7-10

Sono servo inutile perché quello che faccio per Te giova a me per primo. E che paradosso: più ci diamo a te, più ci ritroviamo. Più ci mettiamo al tuo servizio, più sperimentiamo la dignità di figli. E quando non riempiamo la bocca con il nostro operato, cadono i presunti meriti e ci sorprendiamo con la voce tua che proclama la nostra figliolanza.

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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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