In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai:
«In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”.
Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”».
E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».
3Gv 1,5-8   Sal 111   Lc 18,1-8

Abbiamo molto da imparare dalla vedova, come abbiamo molto da imparare dai bambini. Nel caso dei bimbi, l’insistenza nasce da almeno tre fattori importanti: i bambini sanno che hanno presa sul cuore di papà e mamma; i bambini conoscono bene che a certe cose da soli non ci arrivano. A questi due fattori, Gesù aggiunge una reductio ad absurdum: se un giudice disonesto e menefreghista ascolta una povera vedova per sfinimento, quanto più il Padre, Colui che ci ha dato il Figlio, non ci darà ogni cosa in lui. «Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».

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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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