In quel tempo, i farisei domandarono a Gesù: «Quando verrà il regno di Dio?». Egli rispose loro: «Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione, e nessuno dirà: “Eccolo qui”, oppure: “Eccolo là”. Perché, ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi!».
Disse poi ai discepoli: «Verranno giorni in cui desidererete vedere anche uno solo dei giorni del Figlio dell’uomo, ma non lo vedrete. Vi diranno: “Eccolo là”, oppure: “Eccolo qui”; non andateci, non seguiteli. Perché come la folgore, guizzando, brilla da un capo all’altro del cielo, così sarà il Figlio dell’uomo nel suo giorno. Ma prima è necessario che egli soffra molto e venga rifiutato da questa generazione».
Fm 1,7-20   Sal 145   Lc 17,20-25

In un vangelo apocrifo si trovano queste parole sulla bocca di Gesù: «Spacca un pezzo di legno e io ci sarò, solleva una pietra e li mi troverai». Non è questione di panteismo, ma di presenza di Cristo, il Regno di Dio, in mezzo a noi. Non c’è un’opera o una situazione di vita che non possa diventare occasione di incontro, esperienza di grazia, dono di vita. Sperimentare il Regno di Dio non è solo un’esperienza trascendentale, è un’opportunità quotidiana di vivere la regalità dei figli di Dio nelle vicende di ogni giorno. E questa regalità la possiamo esercitare nella misura in cui diventiamo coscienti del folle amore di Dio per noi.

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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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