In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, farisei, che pagate la decima sulla menta, sulla ruta e su tutte le erbe, e lasciate da parte la giustizia e l’amore di Dio. Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle. Guai a voi, farisei, che amate i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze. Guai a voi, perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo».
Intervenne uno dei dottori della Legge e gli disse: «Maestro, dicendo questo, tu offendi anche noi». Egli rispose: «Guai anche a voi, dottori della Legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito!».
Gal 5,18-25   Sal 1   Lc 11,42-46

Colui che ci insegna che bisogna essere fedeli nel piccolo, ci insegna anche che guardando un albero non deve farci perdere di vista la foresta. Sarebbe come fissarsi su una pietruzza e perdere di vista il mosaico. Bisogna pensare in grande. Il mosaico generale della vita cristiana è Cristo stesso, è il Dio-Amore. Tutti i nostri piccoli atti devono convergere in questa pienezza per la quale siamo stati creati. Questa convergenza è il distintivo di un cuore convertito, un cuore gradito al Signore e capace di gioire di lui.

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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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