In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire:
«Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione.
Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.
Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».
Gal 4,22-24.26-27.31;5,1   Sal 112   Lc 11,29-32

Il sinonimo di malvagità non è sempre cattiveria, a volte è anche «malavoglia». È la volontà malata di abulia, di incapacità di decidersi anche quando sta dinanzi a ciò che è decisivo. Questo tipo di immobilismo ha radici lontane, parte dalla sonnolenza davanti agli stimoli che ci risvegliano ogni giorno alla grandezza della nostra vocazione. Sono i piccoli «Salomone» e «Giona» di ogni giorno. Solo imparando l’arte di ascoltare e di rispondere a questi messaggi quotidiani possiamo cogliere il segnale dell’Eterno.

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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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