In quel tempo, si erano radunate migliaia di persone, al punto che si calpestavano a vicenda, e Gesù cominciò a dire anzitutto ai suoi discepoli:
«Guardatevi bene dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia. Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Quindi ciò che avrete detto nelle tenebre sarà udito in piena luce, e ciò che avrete detto all’orecchio nelle stanze più interne sarà annunciato dalle terrazze.
Dico a voi, amici miei: non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo e dopo questo non possono fare più nulla. Vi mostrerò invece di chi dovete aver paura: temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geènna. Sì, ve lo dico, temete costui.
Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate paura: valete più di molti passeri!».
Ef 1,11-14   Sal 32   Lc 12,1-7

«Dio mi vede»: questo era il motto di frate Stefan, monaco libanese morto in odore di santità. Lo sguardo di Dio ci spinge alla coerenza perché scruta il cuore e i “reni”, ovvero i pensieri più nascosti. Niente è nascosto o segreto a lui. I santi ci mostrano, però, che questo sguardo non è invadenza, ma provvidenza. È lo sguardo d’amore di una mamma che veglia sul sonno tormentato di un bimbo con la febbre. È lo sguardo di un papà che, soddisfatto e pro-muovente accompagna i primi movimenti, le prime pedalate del figlio sulla bici – l’abc – della vita. 

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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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