In quel tempo, Gesù, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c'è falsità». Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l'albero di fichi». Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d'Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto 
sotto l'albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!».
Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell'uomo».

Dn 7,9-10.13-14   Sal 137   Gv 1,47-51


La Bibbia parla del Signore che scruta i reni, ovvero i pensieri più reconditi. Scrutando, mette a nudo, per rivestire di dignità, per mostrare la bellezza che a volte è celata ai nostri stessi occhi. «Ecco un israelita in cui non c'è falsità». In quella durezza e diffidenza, Gesù vede solidità e un atto di fede provato. È sotto quello sguardo benedicente che rinasce e fiorisce la grandezza di ogni uomo.

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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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