In quel tempo, mentre Gesù parlava ancora alla folla, ecco, sua madre e i suoi fratelli stavano fuori e cercavano di parlargli.
Qualcuno gli disse: «Ecco, tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e cercano di parlarti».
Ed egli, rispondendo a chi gli parlava, disse: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?».
Poi, tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre».

Mi 7,14-15.18-20   Sal 84   Mt 12,46-50


Gesù non squalifica, ma riqualifica le relazioni di parentela. Nella relazione con lui non c'è spazio per il nepotismo. Eppure siamo tutti raccomandati perché ognuno di noi porta il sigillo dell'amore di Cristo che ci ha amati e ha dato se stesso per noi. Con Cristo la salvezza non è più legata ai geni, ma all'ingenio dell'ascolto che si fa prassi sotto la spinta della grazia. 
Condividi:

Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

Per il CV clicca qui


Posta un commento: