In quel tempo, vedendo la folla attorno a sé, Gesù ordinò di passare all'altra riva. 
Allora uno scriba si avvicinò e gli disse: «Maestro, ti seguirò dovunque tu vada». Gli rispose Gesù: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo». 
E un altro dei suoi discepoli gli disse: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Ma Gesù gli rispose: «Seguimi, e lascia che i morti seppelliscano i loro morti». 
Am 2,6-10.13-16   Sal 49   Mt 8,18-22
Colui che sorregge tutto l'universo non ha avuto dove poggiare il capo, neanche nel momento della morte. Ma questa apparente povertà manifesta due grandi ricchezze di Gesù: la prima ricchezza è Colui nel quale Gesù aveva il suo fondamento, il Padre; la seconda ricchezza è la sua capacità di svuotarsi per amore. Lui che era ricco si è fatto povero per noi per arricchirci con la sua povertà. Non avendo dove poggiare il capo, Gesù è diventato rifugio e appoggio per ogni abbandonato.  Da quando il Sostegno del mondo visse l'abbandono, nessun uomo può essere realmente isolato. 
  
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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