In quel tempo, Gesù disse ai farisei e agli scribi questa parabola:
«Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova?
Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”.
Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione».

Ez 34,11-16   Sal 22   Rm 5,5-11   Lc 15,3-7


A volte immaginiamo Dio come un manager. «Non sei ultra efficiente? non sei competitivo? sei licenziati!». Ma in Cristo, Dio si è rivelato come Padre. Un padre o una madre, quando hanno un figlio più debole, lo coprono con cure maggiori, con un’attenzione particolare per sollecitare la sua fioritura. Vangelo è questo: la mia povertà non mi deve atterrare perché proprio essa attira Dio. «Chi è molto piccolo venga a me» recitava la vecchia traduzione di Proverbi 9,4.
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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