In quel tempo, salito Gesù sulla barca, i suoi discepoli lo seguirono. Ed ecco, avvenne nel mare un grande sconvolgimento, tanto che la barca era coperta dalle onde; ma egli dormiva.
Allora si accostarono a lui e lo svegliarono, dicendo: «Salvaci, Signore, siamo perduti!». Ed egli disse loro: «Perché avete paura, gente di poca fede?». Poi si alzò, minacciò i venti e il mare e ci fu grande bonaccia.
Tutti, pieni di stupore, dicevano: «Chi è mai costui, che perfino i venti e il mare gli obbediscono?».

Am 3,1-8;4,11-12   Sal 5   Mt 8,23-27


Se non si sentono le onde è probabile che non ci si è proprio imbarcati. A volte ci sentiamo abbandonati dal Signore oppure lontani da Dio perché la nostra barca è sballottata dal vento. Questo vangelo è una prova “incarnata” che queste conclusioni sono infondate; ci insegna che la cosa che più importa è non perdere di vista Colui che dimora al centro del nostro essere. E non basta, poi, riconoscerlo come esistente o addirittura come presente, ma bisogna saper rispondere a questa domanda: «Chi è mai costui?».
Condividi:

Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

Per il CV clicca qui


Posta un commento: