In quel tempo, la folla disse a Gesù: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”».
Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».
Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane».
Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».
At 7,51-8,1   Sal 30   Gv 6,30-35

Mosè ha distribuito un pane, Gesù è il pane di Dio che si dona: «Prendere e mangiatene tutti». Il pane di Mosè durava una sola giornata. Il pane che è Cristo è per la vita eterna. Con un pane così l’unico segno che si possa credere è quello di essere segnati. E l’unica possibilità è quella di consegnarsi. Vogliamo garanzie per avere fede in Cristo; Cristo ci dice invece: “L’unica vostra garanzia a vita – anzi, in eterno – è la fede in me”. La sfida della fede non urta contro la ragione, ma contro la paura, la paura di affidarsi al Dio che si affida alle nostre mani come un pezzo di pane. Motivo per cui non fidarsi è la peggior follia. 
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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