In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po'». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare.
Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero.
Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.


Il richiamo del deserto e del silenzio per chi annuncia la Parola, e l'esigenza di riposare per chi si spende per il Vangelo non sono ripieghi egoistici, ma confessione della propria povertà, della propria umanità. Abbiamo bisogno di abbeverarci alla Sorgente perché noi, come gli altri, siamo solo voce e non la Parola. E se la nostra parola nutre, è solo perché è nutrita dal Pane della Vita che ci chiama continuamente a sé. Il riposo ha un che di riconoscimento della nostra dignità filiale ma anche del nostro essere al di qua dell'Amore che non ha limiti, perché lo stesso Gesù che ci invita al riposo, si commuove e continua l'opera di Dio in noi e in tutti.
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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