In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono.
Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità.
Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.
2Sam 24,2.9-17   Sal 31   Mc 6,1-6
L'Onnipotenza di Dio è inseparabile dalla sua onnidebolezza. Dio ha un debole per la libertà dell'uomo. La sua opera corona il sì dell'uomo e non scardina la nostra collaborazione. Da qui scopriamo che la nostra fede umana ha un'eco divina. Era questa la lezione che aveva imparato l'ormai anziano don Bosco quando confessava: «Se avessi avuto cento volte più fede, avrei fatto cento volte di più di quello che ho fatto». Come per dire: l'unico limite all'opera di Dio non si trova in lui, ma in te... Credi e vedrai l'Infinito nelle pieghe del finito.
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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