In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Viene forse la lampada per essere messa sotto il moggio o sotto il letto? O non invece per essere messa sul candelabro? Non vi è infatti nulla di segreto che non debba essere manifestato e nulla di nascosto che non debba essere messo in luce. Se uno ha orecchi per ascoltare, ascolti!».
Diceva loro: «Fate attenzione a quello che ascoltate. Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi; anzi, vi sarà dato di più. Perché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha».
2Sam 7,18-19.24-29   Sal 131   Mc 4,21-25
L'umiltà è una grande virtù, ma a volte viene erroneamente vissuta come un morbo. Trovi persone che rimproverano anche il semplice fatto dell'annuncio e della divulgazione del bene accusando chi lo esercita di farsi pubblicità e autopromozione. Con questa logica, i candelabri vengono lasciati a frivolezze varie. Il vangelo di oggi taglia corto con queste ipocrisie. La luce è fatta per essere messa sul candelabro e illuminare. La luce si occupa con seducente naturalezza a illuminare, senza preoccuparsi di essere riconosciuta o biasimata. L'unica sua premura è riflettere la Luce vera.
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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