In quel tempo, Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».

1Sam 1,24-28   1Sam 2   Lc 1,46-55


Maria non era sterile, la sua vicenda costituisce un unicum nella Bibbia (e nella storia). Eppure, vista sullo sfondo dell’umanità, la sua storia non è così lontana dalle sterili miracolate di Israele. In che senso? Nel senso che l’umanità il cui fine è generare Dio e generarsi in Dio era chiusa nell’arco di una generazione senza rigenerazione fino a quando Maria non ha detto sì alla follia d’amore chiamata incarnazione. È in lei che tutta l’umanità, fino ad allora sterile, può cantare il suo Magnificat: «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore».
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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