In quel tempo, Gesù disse:
«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Is 40,25-31   Sal 102   Mt 11,28-30


«Diventa umile e vedrai la gloria di Dio dentro di te, perché dove fiorisce l’umiltà, lì sgorga la gloria di Dio». Queste parole di sant’Isacco il Siro sono una valida eco del vangelo di oggi. L’umile sente la dolcezza del giogo di Cristo perché è pervaso dalla potenza di Dio. Lo Spirito di Dio è umile e riempie ogni cuore che si svuota della propria vanità, e dona la forza del Padre a chi non costruisce la propria vita sui miraggi della propria forza. Chi si abbandona attivamente all’opera di Dio diventa una realizzazione della profezia di Isaia: «… quanti sperano nel Signore riacquistano forza, mettono ali come aquile, corrono senza affannarsi, camminano senza stancarsi». 
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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