Mentre scendevano dal monte, i discepoli domandarono a Gesù: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elìa?».
Ed egli rispose: «Sì, verrà Elìa e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elìa è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro».
Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista.

Sir 48,1-4.9-11   Sal 79   Mt 17,10-13


Mi si è fermato il cuore quando ho letto queste parole di elogio del Siracide rivolte a Elia: «Beati coloro che ti hanno visto e si sono addormentati nell’amore». Desidero proprio che si dica questo di me, o meglio che Tu faccia questo in me. Che chiunque mi incontri veda l’amore, il Tuo amore e riposi fiducioso come un bambino in Te. È proprio per questo il vangelo ci dice che «Elia deve venire prima». Solo chi è nell’Amore può riconoscere Cristo. E Giovanni il Battista – ogni Giovanni, ogni discepolo di Gesù! – che ha il pathos d’amore d’Elia, ha questa missione: far amare l’Amore.
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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