In quel tempo, Gesù, entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano, dicendo loro: «Sta scritto: “La mia casa sarà casa di preghiera”. Voi invece ne avete fatto un covo di ladri».
Ogni giorno insegnava nel tempio. I capi dei sacerdoti e gli scribi cercavano di farlo morire e così anche i capi del popolo; ma non sapevano che cosa fare, perché tutto il popolo pendeva dalle sue labbra nell’ascoltarlo.

1Mac 4,36-37.52-59   1Cr 29   Lc 19,45-48


Le coordinate esterne della vita religiosa – un luogo di culto, una comunità di appartenenza, un abito… – possono diventare a volte più insidiose di tentazioni chiare e distinte. Perché? Non perché sono negative in sé. Tutto il contrario. Proprio perché sono cose buone, l’uomo è tentato di adagiarsi, di non vegliare sul proprio cuore, sulla purezza e limpidezza del proprio rapporto con Dio. La gelosia di Gesù allora diventa un toccasana che strappa il nostro essere dalle sue illusioni mediocri, rovescia i nostri tavoli per raddrizzare il nostro cuore. 
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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