In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».
E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono».

Is 11,1-10   Sal 71   Lc 10,21-24


Il sapiente deduce, il piccolo accoglie. Per questo motivo i piccoli possono aprirsi più facilmente alla sorpresa di Gesù Cristo. Il sapere potrebbe diventare una struttura previa che filtra la realtà e la giudica a partire da quello che è già noto e assodato. La semplicità dei piccoli non conosce questi ostacoli. Non ha pre-giudizi che ostacolano la ricettività e l’accoglienza. La piccolezza, però, non è sufficiente; per accogliere il Padre dobbiamo lasciarci permeare da Gesù Cristo, perché nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo vorrà rivelare.
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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